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Il blog di Partonaturale

L'intervento del Comitato per la Buona Nascita alla 1a Giornata Nazionale della Buona Nascita

A poco più di due settimane dall'evento, ecco l'intervento introduttivo del Comitato per la Buona Nascita alla 1a Giornata Nazionale della Buona Nascita, che si è tenuta il 18 ottobre 2014 a Roma.

 

'L'alleanza che non c'è'

'Buongiorno a tutti, gentili convenuti, e grazie a nome delle componenti del Comitato per la Buona Nascita per la risposta sollecita al nostro invito ad incontrarci.

Come tutti ben sapete ci troviamo qui, oggi, per parlare di parto naturale dopo cesareo e libertà di scelta, in un momento che oseremmo definire tristemente storico: per la prima volta il diritto alla libera scelta nell'ambito della vita personale e della salute di un individuo viene legato all'esistenza di determinati requisiti. Non a caso l'oggetto di tale sperimentazione è il corpo delle donne, delle madri, delle partorienti.

In particolare rivolgiamo la nostra attenzione verso la presa di posizione della Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche, che nello scorso luglio ha emanato un parere tecnico in cui dichiara 'indisponibile' il diritto di scelta della donna con pregresso taglio cesareo riguardo il luogo del parto, diffidando le ostetriche, anche attraverso la neppure troppo velata minaccia di provvedimenti disciplinari, dal proporre o assecondare una donna che dopo aver subito un precedente cesareo voglia vivere un successivo parto naturale travagliando o partorendo in casa, o comunque all'esterno di una struttura ospedaliera.

Noi riteniamo che questa presa di posizione sia aberrante e fortemente lesiva dei diritti della donna, della persona e della stessa dignità professionale delle ostetriche, le quali perdono la possibilità di accettare o rifiutare un'assistenza in base alla personale valutazione del singolo caso, o in base ai propri limiti, conoscenze, competenze, scelte.

Per quanto ci riguarda riteniamo che, a questo punto, sia necessario un forte intervento di opposizione, compreso il ricorso alle Istituzioni competenti, e vi invitiamo ad esprimervi e rendere proficua e fattiva questa occasione di incontro che abbiamo voluto con forza e realizzato con grandi sacrifici personali.

Abbiamo sentito forte la necessità di questa Giornata di incontro, come un'occasione per concretizzare l'alleanza tra donne ed operatori, alleanza di cui tanto si parla, ma che, in sostanza, non c'è. Le donne sono sole, gli operatori sono soli. Da oggi, quello che speriamo ed a cui puntiamo, è che questa distanza, questo isolamento abbiano fine e che, ognuno per il proprio ruolo, intraprendiamo un cammino insieme, di tutela reciproca. Le donne non vogliono invadere il campo ostetrico: noi vogliamo restare nel nostro ruolo e per questo motivo vogliamo incontrare gli operatori e creare uno spazio di condivisione, che serva anche per favorire il confronto tra professionisti.

Auspichiamo che questa alleanza inneschi un circolo virtuoso in cui comunità scientifica ed operatori si impegnino ad arricchire le conoscenze e portino sempre nuove ed aggiornate evidenze, favoriscano il rapporto con la donna assistita fornendole l'accesso all'informazione disponibile più attuale e completa, in modo da incoraggiare la libera scelta, l'assunzione di responsabilità, l'abbandono del sentimento di delega. In questo modo, oltre a restituire competenza alla donna, l'operatore verrebbe sollevato dal carico di responsabilità che non gli compete, e che porta spesso ad attribuire all'operatore stesso, da parte della donna, il merito o la colpa di qualsiasi cosa possa accadere. Una conseguenza che questo nuovo modo di agire si porterebbe dietro sarebbe la fine del ricorso a quella medicina difensiva che oggi, tristemente, muove la maggior parte degli operatori, nel tentativo di difendersi da responsabilità che si assumono pur non essendovi tenuti. Questi comportamenti viziati portano a compromettere sempre più il ruolo delle donne, il ruolo degli operatori, i loro rapporti reciproci e, dunque, la tanto cara alleanza. Interrompiamoli, facciamo in modo che si ristabiliscano gli equilibri di diritti, di doveri e di ruoli, ed in questo la collaborazione degli operatori è fondamentale.

La Giornata della Buona Nascita mira a diventare un appuntamento fisso di incontro, ritrovo e confronto tra donne ed operatori. Vogliamo che diventi un ponte tra due mondi che al momento si guardano da lontano e non riescono ad incontrarsi, nonostante gli appelli continui dall'una e dall'altra parte. Quello che vogliamo, noi da donne, è far giungere agli operatori meno conformati alla linea tracciata da altri che non sono soli, che noi ci siamo, li tuteliamo e li difendiamo, perché loro possano fare lo stesso nei nostri confronti. L'organizzazione e la concretizzazione della Giornata della Buona Nascita dimostra che noi donne mettiamo tutta la buona volontà.

Qualcuno ci ha chiesto perché non invitare le rappresentanti della Federazione a questo incontro. Ci sentiamo, a questo punto, in dovere di spiegare. A ridosso della pubblicazione del parere tecnico a cura del Comitato Centrale della Federazione dei Collegi delle Ostetriche, l'Associazione Rinascere al Naturale che fa parte di questo Comitatoha preso l'iniziativa di redigere una lettera, indirizzata alla Federazione, che conteneva una richiesta di spiegazioni riguardo il parere in questione. La lettera è stata sottoscritta da diversi associazioni e gruppi tra cui anche il Forum PartoNaturale.net, che io rappresento. La lettera è stata inviata con raccomandata A/R ed anche via mail alla presidenza della Federazione la quale, nonostante i successivi solleciti, in quasi tre mesi non ha degnato i mittenti di un solo cenno di risposta. La stessa lettera è stata pubblicata nel sito dell'associazione delle autrici, condivisa in molti altri siti delle associazioni firmatarie e di altre, copiata, sottoscritta personalmente ed inviata via mail all'indirizzo della Presidenza della Federazione da non so quante persone, certamente molte decine già solamente tra le nostre strette conoscenze. La stessa mail è stata anche inviata a tutti i Collegi d'Italia, tra i quali uno solo si è espresso dichiarandosi unanimemente concorde con la posizione della Federazione, senza ulteriori spiegazioni, senza minimamente argomentare, senza cenni alle numerose criticità del documento evidenziate nella nostra missiva. Il testo della lettera alla Federazione è diventato anche una petizione on line, iniziativa che ha raccolto a tutt'oggi quasi novecento firme, anche di molti operatori.

Dalla Federazione per mesi sempre solo silenzio, come se non esistessimo, come se fossimo trasparenti, insignificanti, non degne di considerazione.

Questi i fatti, che ci hanno portate a convincerci che da parte della Federazione non ci sia alcuna disponibilità ad una ritrattazione della posizione assunta, e la nostra decisione di organizzare questo incontro non come uno spazio di confronto tra donne, operatori e Federazione, ma solo come spazio di discussione per soggetti che non condividano la posizione della Federazione stessa e che vogliano affermare la loro contrarietà. Che questo sia chiaro, non si tratta di una mancanza di disponibilità al dialogo, il tempo del dialogo c'è stato, l'abbiamo cercato e sollecitato, ma non abbiamo ottentuto alcun riscontro. Ora il tempo del dialogo è passato, ora prendiamo la parola noi, comprendendo in questo “noi” tutti coloro che condividano le motivazioni e gli scopi espressi in questo incontro.

Nel corso della mattinata si susseguiranno interventi che abbiamo ritenuto pertinenti ed utili allo scopo dell'incontro, con relatori che proporranno i contributi più strettamente legati alla tematica dei diritti nel parto, quindi interverranno i nostri legali, che non finiremo mai di ringraziare per la disponibilità e la competenza, i quali illustreranno i loro pareri da un punto di vista giuridico e le azioni che abbiamo intrapreso e che intendiamo intraprendere a tutela del diritto di scelta della donna. Infine l'avv. Virginia Giocoli darà lettura di un documento che, in seguito ad uno spazio dedicato al dibattito, sarà disponibile per la sottoscrizione.

Un ringraziamente particolare, a nome del Comitato ed a titolo personale, sento dovuto a Laura Castellarin che ha accettato di assumere la moderazione dell'incontro odierno. A lei cedo ora la parola. Grazie'

Giovanna Riso

 

 

'Altro che alleanza'

'Altro che alleanza'

 

Sono precesarizzata

mica lobotomizzata

e non dare a bere che

al mio bimbo tu ci tieni più di me

 

Altro che fiducia, altro che alleanza

mi sento presa in giro e sento forte la distanza

questo è un esercizio di potere ed arroganza

che semina terrore, sopetto ed ignoranza.

 

Altro che fiducia, altro che alleanza

ciò che penso e scelgo per te non ha rilevanza

ecco il tuo divieto, ecco il tuo ricatto

priva di assistenza... o ricovero coatto.

 

Sono precesarizzata,

mica lobotomizzata

e non dare a bere che

al mio grembo tu ci tieni più di me.

 

Ricordi il tuo mestiere? ti vorrei vedere

difendere la nascita non il tuo potere

chissà quali motivi ti hanno spinta a questo gesto

la sicurezza nostra è solo un becero pretesto

 

Se tu non te la senti ascolta lascia stare

rispetto il tuo limite non voglio giudicare

tu rispetta me e la tua collega

non perdere altro tempo... a caccia della strega!

 

Sono precesarizzata,

mica lobotomizzata

e non dare a bere che 

alla mia vita tieni più di me

 

Altro che fiducia, altro che alleanza

a chi rappresenti chiedi solo sudditanza

e su chi ci assiste lanci l'anatema

se vuoi lavorare devi stare nel sistema.

 

Altro che fiducia, altro che alleanza

mi sento presa in giro e sento forte la distanza

questo è un esercizio di potere ed arroganza

che semina terrore, sospetto ed ignoranza.

 

Altro che fiducia, altro che alleanza

ti tengo ben lontana dalla mia sacra danza

puoi farmi solo male con la tua arroganza

ma un cerchi mi protegge... di pura sorellanza.

 

Il link al video su youtube:

https://www.youtube.com/watch?v=93Ur096cbnM 

 

 

1^ Giornata Nazionale della Buona Nascita - Roma 18/10/2014

Il Comitato per la Buona Nascita prende vita dalla collaborazione tra le Amministratrici del forum PartoNaturale, l'associazione Rinascere al Naturale, Rosaria Santoro e Valentina Bonomi, ostetriche libere professioniste.
La voglia di fare e agire per tutelare i diritti di donna e bambino, per una nascita buona, ci porta a desiderare di diffondere la cultura della nascita, promuovere il confronto ed il sostegno tra donne e l'alleanza tra donne e ostetriche ed a prendere posizione quando la serenità della nascita viene messa in discussione.

 
La Giornata Nazionale della Buona Nascita è un’occasione unica di incontro pensata da donne e professioniste del settore per favorire iniziative collettive che possano cambiare e migliorare il panorama attuale dell’accoglienza alla vita.
L'appuntamento per la prima edizione della Giornata Nazionale della Buona Nascita è alla Città dell'Altra Economia, Largo Dino Frisulli, Roma.
 
Il tema sarà: “Parto naturale dopo cesareo e libertà di scelta”
La donna che ha subito un cesareo perde la capacità di intendere e volere? Perde i propri diritti costituzionali? Quali rischi corre davvero? Cosa dice la scienza? Cosa dice la legge? Cosa dicono le donne che vivono questa condizione? Cosa dice chi assiste ogni giorno alle nascite con diligenza, prudenza, perizia, professionalità e cuore? Quali prospettive abbiamo e quali sono le evidenze da considerare? Di tutto questo parleranno esperti, ostetriche, medici, legali, attivisti e donne. Perché l’alleanza e la condivisione delle responsabilità non siano solo uno slogan.
 
 
IL PROGRAMMA prevede:
 
Ore 9.00, Sala congressi.
Incontro 
riservato a tutti coloro che desiderino rivendicare il diritto delle donne alla libera scelta del luogo e delle ci
rcostanze del parto, per esprimere il dissenso nei confronti della posizione assunta recentemente dalla Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche relativamente al parto a domicilio per le donne con pregresso cesareo e promuovere azioni in tal senso. 
Ingresso previa iscrizione entro il 10 ottobre ed accreditamento in loco.

Spazio per bambini presso Tana Liberi Tutti, con educatrici presenti, dalle 09:30 alle 12:30, su prenotazione entro il 10 ottobre. 
Il servizio sarà attivo al raggiungimento di un minimo di 5 adesioni. Posti limitati. Quota a bambino € 6,00.

 
Ore 12.30 pausa pranzo. Buffet a cura di Cafè Boario previa prenotazione entro il 10 ottobre (€ 10,00 a persona > di 10 anni; € 5,00 bambini 5-10 anni; gratis < 5 anni)
 
Il menù comprende:
 - couscous freddo alle verdure (vegano)
 - pasta al pesto e pomodorini pachino
 - pizza gusti assortiti, tra cui un tipo vegano
 - verdure grigliate, 2 varietà (vegano)
 - involtini di verdure con vari ripieni, 2 varietà
 - pane, acqua, bevande analcoliche
 
Solo per bambini: possibilità di pasta al pomodoro se richiesta all'atto della prenotazione.


Ore 14.00 - 20.00

Punti informativi, conosciamo le associazioni, spazio espositivo, illustri ospiti, letture, racconti, esperienze, musica, interventi, immagini e storie, intorno ai temi della buona nascita anche dopo uno o più cesarei.

Alcuni appuntamenti:
Presentazione del libro "Il parto in casa" di Elisabetta Malvagna
Presentazione del libro "Dopo un cesareo" di Ivana Arena
Proiezione del documentario Freedom for Birth 
Musica live con i No Leader.

Tutte le attività del pomeriggio sono aperte al pubblico, vi aspettiamo numerosi!
 
Per prenotare uno spazio espositivo o proporre contributi al programma contattare il Comitato per la Buona Nascita via e-mail: [email protected] prima possibile e comunque entro il 4 ottobre 2014.
 
 
Modulo d'iscrizione, modulo per espositori e regolamento espositori al link:
 
 
 

AVVISO agli utenti del forum

Si avvisano gli utenti del forum Partonaturale che a causa di un serio danno sul server il forum è stato ripristinato al 16 giugno, pertanto tutte le azioni compiute, i post  ed i messaggi privati inviati, le attivazioni di nuovi account ed ogni altra modifica effettuata sul forum, è stata annullata. Purtroppo non c'è modo di ricontattare i NUOVI UTENTI i cui account sono stati attivati tra il 16  ed il 27 giugno. Gli utenti attivati in questo lasso di tempo che vogliano avere ancora accesso al forum sono pregati di richiedere l'attivazione dell'account effettuando nuovamente la registrazione (preferibilmente con gli stessi dati e lo stesso nick, magari anche facendosi riconoscere).

Giovanna - Amministratrice di Partonaturale

La petizione pugliese per il parto in casa

In Puglia da qualche anno un brulicare di idee e di voglia di fare si fa strada, passo dopo passo un'ostetrica in gamba e un gruppo di donne altrettanto in gamba hanno dato vita ad un comitato, che ora ha deciso che è arrivata l'ora che anche in Puglia il parto extra-ospedaliero ottenga un riconoscimento normativo e, soprattutto, il diritto ad un rimborso.
Nei mesi scorsi è stata abbozzata una richiesta che intendono presentare alla Regione Puglia dopo aver raccolto un sufficiente numero di firme, anche da residenti fuori Regione. Per una serie di motivazioni hanno deciso di scartare la petizione on line di conseguenza sarà necessario, per chi volesse aderire con la propria firma, far pervenire al comitato un cartaceo via posta. Per firmare mandate una mail per richiedere il modulo all'indirizzo [email protected], vi risponderanno inviandovi il file in allegato e le relative istruzioni per la spedizione postale.

Di seguito il testo della petizione:

'Siamo un gruppo di mamme che hanno avuto la possibilità di vivere l’esperienza più forte e stravolgente della propria vita: dare alla luce i propri figli nel calore delle mura domestiche.
Alcune di noi hanno scelto di partorire anche dopo un pregresso cesareo, conoscendo le raccomandazioni espresse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui “Non c'è nessuna prova che dopo un precedente cesareo sia richiesto un ulteriore cesareo per la gravidanza successiva” e che quindi “I parti vaginali, dopo cesareo, dovrebbero venir incoraggiati” (OMS, Tecnologia appropriata per la nascita, Maggio 1985)
Abbiamo intrapreso questa strada perché ci siamo rese conto che questo era l’unico modo per rispettare noi stesse, i nostri figli e le nostre idee per quanto riguarda l’evento nascita.
Siamo consapevoli che una scelta del genere possa sembrare anacronistica o incosciente agli occhi di qualcuno, ma noi abbiamo valutato i pro e i contro, con consapevolezza e senza superficialità, e siamo sicure di aver dato ai nostri figli una nascita degna di questo nome, in un ambiente sereno, protetto, intimo, senza tensioni e inutili medicalizzazioni.
Non abbiamo avuto paura perché siamo sempre state accompagnate, con empatia e professionalità, dalla nostra ostetrica durante tutta la gravidanza, il parto e il post-parto.
Riteniamo che, al giorno d’oggi, l’ospedale sia il luogo più sicuro per partorire in una situazione di patologia, che richieda tutta l’assistenza medica necessaria o in presenza di reale pericolo per la mamma e/o il bambino.
Al contrario, in presenza di gravidanza fisiologica, il contesto ospedaliero spesso non favorisce una nascita serena, nel rispetto della donna e del bambino. L’enfasi sul rischio, la paura degli operatori, le carenze di personale, i protocolli rigidi, la scarsa autonomia delle ostetriche, l’eccessiva medicalizzazione, tutto concorre ad allontanare il percorso della nascita dalla fisiologia e dalla naturalità.
Il parto a domicilio potrebbe contribuire a contrastare questa tendenza, favorendo una de-medicalizzazione di gravidanze e parti fisiologici ed al contempo liberando risorse per garantire una più adeguata assistenza ospedaliera ai casi effettivamente patologici. La diffusione della pratica in Puglia è ostacolata anche dalla non rimborsabilità, laddove un riconoscimento normativo concorrerebbe, oltre a favorire un riconoscimento etico-culturale ed un consenso collettivo, a contrastare le disequità sociali di accesso ai servizi migliorandone la fruibilità.
Insieme a noi, molte altre donne, con i loro mariti/compagni ed i loro familiari, credono profondamente nella necessità di un cambiamento serio e auspicano che la nostra società faccia passi concreti in tal senso.

A tale proposito osserviamo quanto segue.
- Il 90 % dei parti non richiede cure mediche e dunque l’ospedalizzazione della gestante non è, nella maggior parte dei casi, doverosa.
- Il parto domiciliare assistito, peraltro già ampiamente diffuso in alcuni Paesi del Nord Europa, presenta, per le donne a basso rischio, un elevato grado di sicurezza, com’è attestato da numerosi studi recenti (H. Tyson, 1991; O. Olsen, 1997; MP Aikins et al, 1998; EK Hutton, 2009; PA Jassen et al., 2009; A. De Jonge, BY Van der Goes, et al., 2009). I dati rassicuranti, partendo da una preventiva selettività delle gestanti ammesse al parto domiciliare, si basano sulla continuità assistenziale e su vari fattori e condizioni che garantiscono a partoriente e neonato un grado di sicurezza perlomeno paragonabile a quello dei parti in ospedale, oltre ad una riduzione di esiti avversi materni.
- L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che “la donna deve avere la possibilità di partorire in un luogo che sente sicuro, al livello più periferico possibile in cui sia possibile fornire assistenza appropriata e sicurezza. Per donne con gravidanze a basso rischio, tali luoghi posso essere la casa, le case maternità, gli ospedali” (Care in Normal Birth: a Practical Guide, Report of a technical Working Group, WHO Publication no. WHO/FRH/MSM/96.24, Geneva).
- Il Parlamento Europeo, con la risoluzione A2 - 38/88 (Carta Europea dei diritti della partoriente), considera tra i diritti della partoriente che sia assicurata “l’assistenza adeguata qualora venga scelto il parto a domicilio, compatibilmente con le condizioni psicofisiche della partoriente e del nascituro e con le condizioni ambientali”.
- In Italia il parto domiciliare è previsto dalla normativa vigente e non mancano, a livello regionale, riconoscimenti normativi del parto extraospedaliero (a domicilio o in case maternità) come legittima scelta avente diritto ad assistenza gratuita, nella duplice modalità di erogazione di un servizio pubblico o contributo per spese di assistenza privata: esso è rimborsato di fatto dal SSN in Emilia Romagna (L.R. 26/1998), Marche (L.R. 22/1998), Piemonte (DGR 80-5989 del 7/5/2002), Lazio (L.R. 29/2011), Province autonome di Trento e Bolzano (Delibera n° 10565 del 26/9/1997); inoltre altre regioni prevedono già un riconoscimento normativo e sociale con l’obiettivo di favorire la libertà da parte della donna nella scelta del luogo e della modalità del parto: Lombardia (L.R. 16/1987), Toscana (Delibera n. 41 del 17/02/1999), Abruzzo (L.R. 35/1990), Liguria (L. R. 24/1995), Valle d’Aosta (L.R. 44/1998), Sicilia (Decreto del 19/11/2010 relativo alle case maternità).
- La realtà pugliese, come riconosciuto nel Piano Sanitario Regionale 2008/2010, presenta tra le maggiori criticità il costante incremento del fenomeno di medicalizzazione della gravidanza fisiologica ed il progressivo aumento di tagli cesarei nei presidi ospedalieri delle ASL, oltre che nelle strutture private. In particolare, la Puglia è quarta tra le regioni italiane per numero di tagli cesarei (47% circa, percentuale relativa al 2008, riportata dalle Linee Guida 2010), dato oltremodo significativo se rapportato alla posizione di vertice già occupata dall’Italia a livello europeo, se non mondiale, e addirittura sconcertante ove paragonato al limite del 10-15% raccomandato dall’OMS. E’ abituale e routinario il ricorso al taglio cesareo per pregresso taglio cesareo, contrariamente a quanto raccomandato dall’OMS (Tecnologia appropriata per la nascita, 1985) e a quanto nuovamente ribadito nelle Linee Guida 2012 (SNLG ISS, Taglio cesareo: una scelta appropriata e consapevole).
- L’istituzione dell’assistenza extraospedaliera alle nascite, non ancora regolamentata in Puglia, potrebbe concorrere in vario modo alla realizzazione di fondamentali obiettivi prefissati a livello normativo:
1) dal POMI (D.M. del 24/4/2000): “ridurre la mortalità perinatale” (secondo l’OMS i più bassi tassi di mortalità si attestano in concomitanza di basse percentuali di cesareo), “assicurare processi assistenziali tendenti alla sempre maggiore umanizzazione dell'evento nascita, coniugando la possibilità di far coesistere la sicurezza per la partoriente ed il nascituro ed il rispetto di quanto desiderato dalla donna”, “attivare progetti di assistenza domiciliare puerperale, con lo scopo di sostenere le fasce socialmente più deboli, promuovere l'allattamento al seno, favorire il migliore inserimento del nuovo nato nel nucleo familiare”, tenendo conto “dell'adeguamento alla realtà socio-sanitaria e culturale profondamente mutata negli ultimi tempi”;
2) dal Piano Sanitario Nazionale 2006/2008: “il miglioramento dell’assistenza ostetrica e pediatrico/neonatologica nel periodo perinatale, anche nel quadro dell’umanizzazione dell’evento nascita, la riduzione del ricorso al taglio cesareo, la promozione dell’allattamento al seno”;
3) dallo schema di Piano Sanitario Nazionale 2011/2013, reperibile all’URL http://www.salute.gov.it/pubblicazioni/: la riduzione del ricorso al taglio cesareo e la demedicalizzazione delle gravidanze fisiologiche e a basso rischio mediante l’allocazione di adeguate risorse economiche ed umane nell’ambito della rete di presidi chiamata ad assicurare l’evento parto “non come un intervento medicalmente assistito, ma come un evento biologico, familiare e sociale garantendo comunque un intervento immediato in caso di comparsa improvvisa di fattori di rischio per la mamma e il neonato”;
4) dal Piano Sanitario Regionale 2008/2010: l’attuazione di un modello sociale di salute basato sull’empowerment, cioè sulla valorizzazione delle competenze della donna nell’affrontare la gravidanza e il parto.
Riteniamo che un’offerta sanitaria che preveda e regolamenti, oltre all’assistenza domiciliare post-parto, anche il parto a domicilio, possa contribuire alla risoluzione delle sopra evidenziate criticità, con notevoli vantaggi per madre e neonato, ed al contempo alla realizzazione dei dichiarati obiettivi di piano.
- Rammentiamo che: 1) la normativa regionale prevede la ridistribuzione di avanzi di bilancio dovuti ad una remunerazione solo parziale di prestazioni mediche inappropriate, con lo scopo di attuare progetti di interesse regionale finalizzati alla promozione del parto naturale (L.R. 34/2009); 2) la pratica del parto a domicilio consente al sistema sanitario regionale di realizzare notevoli economie di spesa, tenuto conto che la tariffa DRG regionale in vigore per un parto fisiologico senza complicanze è pari a € 1.489 e per un parto cesareo senza complicanze è pari a € 2.360, cui devono aggiungersi i costi relativi alla degenza (rispettivamente € 307,81 e € 731,30 per il ricovero, incrementati pro die di € 196,77 e di € 169,40 come da Deliberazione della Giunta Regionale n. 1464 del 3 ottobre 2006 e succ. modd.), senza contare eventuali ulteriori spese per prestazioni sanitarie extra (ad es., episiotomia, secondamento manuale, etc.); 3) la riduzione dei ricoveri è uno degli obiettivi enunciati nel c.d. Piano di Rientro 2010/2012.

Sulla scorta delle considerazioni che precedono, quindi
AUSPICHIAMO
che nell’ambito del SSN venga garantita dalle strutture pubbliche l’attivazione di percorsi per il rispetto della nascita.
RICHIEDIAMO
a codesta Istituzione un riconoscimento normativo e sociale al parto a domicilio con l’obiettivo di favorire la libertà di scelta da parte della donna circa le modalità con cui tale evento debba svolgersi, inserendolo nel prossimo Piano Sanitario.
CHIEDIAMO,
nel frattempo, che sia varata una delibera che possa garantire un giusto contributo economico per chi desidera ricorrere al parto a domicilio con l’assistenza di liberi professionisti.
CHIEDIAMO
inoltre che venga attuato ogni intervento utile a facilitare i parti vaginali dopo cesareo e che alle donne che abbiano subito cesarei, in presenza di gravidanza fisiologica, venga effettivamente garantita l’assistenza al travaglio ed al parto con modalità rispettose della naturalità (a domicilio e/o, se del caso, presso strutture ospedaliere).'

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Racconti di parto

Pomeriggio del 22 Agosto, faccio un paio d'ore di sonno, dovrei
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[...]Ora, a distanza di qualche tempo, ripensando a quanto quest’esperienza di parto sia stata per me bella, intensa e gratificante, penso sia importante far sapere a tutte le donne che il parto naturale dopo cesareo è una possibilità reale, a condizione di credere in se stesse e di farsi assistere da persone che ci credano a loro volta, e che più in generale esiste un’alternativa al parto medicalizzato.[...]

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Ho faticato a finire questo racconto che in teoria avrebbe dovuto essere breve e semplice.

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[...] Ora che sono a letto voglio il mio bambino: è splendido! Lo guardo, tocco, annuso...è perfetto, piccolo e magro, ma perfetto!
Mi sento invasa da una gioia immensa!
Paolo è con me, mi bacia e abbraccia, sei stata bravissima mi dice: lo guardo negli occhi e capisco che è orgoglioso di me.

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Ed eccomi qui a raccontarvi della nascita della mia Virginia, sarà un racconto molto lungo perciò vi consiglio di mettervi comode con una bella tazza di caffè…

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[...]Mi portano in sala operatoria e mi fanno la spinale, tra l'altro l'anestesista che non era lo stesso che mi aveva rifiutato l'epidurale si lamenta del fatto che non stavo ferma.. ma chi ci riusciva con contrazioni così forti e così ravvicinate?? Finalmente riescono a farmi l'anestesia e dopo 10 minuti di ravanamento sento un UEE e il mio piccolo Lorenzo viene alla luce. Guardo l'orologio sono le 5.20. Lo lavano e me lo mettono vicino per un momento dicendo saluta la mamma e poi lo portano fuori da mio marito.

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[...]Io sono in estasi con mia figlia in braccio e mio marito vicino e riesco solo a pensare che è stato una meraviglia

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Eccomi qui, con lo stomaco stretto di emozione e le lacrime che premono per uscire: per la prima volta inizio a scrivere il nostro cesareo..

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[...] Che liberazione, che sollievo, che meraviglia! E di colpo fine di tutti i dolori immensi provati fino a quel momento!
Eccola la mia cucciolina… sta benissimo, apgar 10, tutta bagnata me la posano sulla pancia, facendomi alzare e sedere (finalmente fa la sua funzione) sullo sgabello olandese.

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So che la lunga "preparazione" a questo parto è cominciata il giorno del compleanno di Eleonora, il 21 aprile: le prime 2 contrazioni dolorose, di schiena... a partire da quel momento è stata una danza continua, un avvicendarsi di alti e bassi, di sbalzi di umore, ansie, incertezze e impazienza.

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[...] Dal mio “diario” personale – maggio 2006:
“Non so che giorno è… ormai è maggio e domani sono 2 settimane che è nata Eleonora (era il 21 aprile).

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[...]La finestra è illuminata dalla luce della luna piena e io mi metto con la schiena rivolta alla luna e sono carponi ora.
Incominicio a parlare con la mia bambina, sento che non posso andare avanti molto, le forze si stanno esaurendo, sono stanca e voglio averla tra le braccia…

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La mattina del 7 agosto 2003 mi svegliai sentendomi in qualche modo diversa…
Non saprei spiegare la sensazione che ebbi al risveglio ma sapevo che quel giorno sarebbe stato importante per me e per il mio bambino…

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[...] Quando finalmente esce tutto il resto del corpo, la liberazione è totale, il piccolo atterra dolcemente sul fondo della piscinetta, ma solo per un secondo, perché subito lo prendo con le mie mani, il momento che ho sempre sognato di questo parto, che ho sempre desiderato, e che finalmente si avvera... Lo tiro su, è nato, è nato! Ancora non ci credo, lo abbraccio e guardo... “È una femmina, è Maia!”

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Ricordo il mio parto come si ricorda un sogno, immerso in un'atmosfera magica e unica, difficile da descrivere e da raccontare. Adesso che la nostra piccola Vera è qui con noi, e che ha quasi due mesi, ripenso spesso a quella notte speciale, e ho quasi nostalgia di quei momenti!

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Articoli

Una mamma chiede:

Mi piacerebbe capire come mai spesso le ostetriche dicono quando spingere, cioè danno istruzioni. Qual è il motivo per il quale non si favorisce la spinta volontaria?

 

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CHE SIGNIFICATO POSSONO AVERE LE PERDITE EMATICHE IN TRAVAGLIO? 

 

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Innanzi tutto, occorre informarsi su tutte le opzioni disponibili per il parto, poiché esistono modi diversi di prendersi cura di madre e bambino durante il travaglio e il parto. Le attenzioni migliori per mamme e bimbi vengono definite “Mother friendly (amiche della mamma)”.

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